Torno finalmente ora a scrivere come mi ero promesso.
Prima di continuare la discussione ho studiato questo forum per vedere se la questione era già stata trattata.
La questione qui discussa è già stata trattata quando si è discorso di male politico e bene politico.
Poiché questa discussione trova il suo senso lì.
Se dovessimo discutere solo dei punti di vista del machiavelli e del platone, sarebbe problematico.
Tanti altri autori hanno discusso questa ardua questione.
Come il già citato de maistre (che è diverso sia dal platone che dal machiavelli, poiché la legittimazione della violenza passa per il papa) oppure il più recente schmitt (che, come spesso ci ha spiegato il nostro professore di diritto costituzionale, era incapace di sbucciare una mela con un temperino, ma uomo più pericoloso della prima metà del diciannovesimo secolo in quanto autore della legittimazione giuridica del nazismo).
Ma potremmo anche andare oltre: l'hobbes, l'hegel, il saint just-babeuf, il rawls, il locke ed il kant.
Personaggi storici sicuramente molto ben noti in questa sede.
Per cui cercherò di rendere il più chiaro possibile la questione, che non è affatto di poco conto.
Tutta la questione ruota intorno ad un elemento molto importante (secondo me molto ben indicato dall'hobbes): il legame sociale.
La domanda che sta alla base del ragionamento “quale è il governo perfetto” trova miglior risposta nella domanda “cosa ci tiene assieme? Perché costituiamo rapporti, cerchiamo l'amicizia, stipuliamo alleanze?”
il platone, qui già citato, vede, nel protagora (forse sbaglio), l'origine della politica nel polemos (guerra). Ritenendo che i rapporti umani sono conflittuali e belligeranti.
In un certo senso, è lui l'iniziatore dell'antropologia negativa.
La politica quindi è quel freno alle smanie guerresche umane e risponde alla domanda “come l'uomo muove l'uomo”.
Il diritto ovviamente è strumento della politica.
Il diritto è quindi coazione: capacità di far fare a qualcuno qualcosa attraverso la minaccia di sanzione.
L'aristotele invece vede, nella politica (anche qui forse sbaglio), l'origine della politica nel concetto di zoon politichon (animale poltiico). Ritenendo i rapporti umani per natura socievoli, essendo dotato dell'exon logon (facoltà di parola).
Sicuramente non sbaglia chi vede le premesse per quello che è il concetto dell'antropologia positiva.
La poltiica è quindi lo strumento per realizzare e garantire l'equilibrata e armonica composizione degli interessi generali.
Per l'aristotele risponde alla domanda “come l'uomo incontra l'uomo”.
Il diritto è una delle tante modalità con cui si realizza la coesistenza. Altre possono essere la religione, l'arte ed il gioco.
Nello specifico il diritto è il luogo d'incontro e di scambio dei sentimenti (famiglia), degli interessi (contratto), dei valori (costituzione).
Potremmo quindi dire che, della poleis, platone scorge le mura che difendono dai nemici ed aristotele il teatro, il tempio, il mercato dove si incontrano gli amici.
Ovviamente hanno ragione entrambi: quale città greca mancava di mura per respingere gli assalti dei nemici e del mercato in cui si regolavano gli scambi sociali?
Ma adesso è nostro intendo andare nel particolare così da mettere in luce le pesanti differenze che rendono ovvio il divario della base culturale del diritto.
Nei momenti di crisi tutto ciò che sto per scrivere diventa più chiaro: i cittadini voglio più sicurezza o più libertà? Più forza per il potere o più tutela dei diritti? Punire o perdonare i criminali? Accogliere o rifiutare gli emarginati?
Tutto ciò potete rapportarlo anche alla nostra situazione attuale, anzi, vi invito a porvi sempre queste domande riguardo ad uno stato, se volete comprendere come attualmente la sua politica si sta sviluppando.
Il nostro attuale governo sta ovviamente dando più enfasi alla sicurezza ma questo è il classico modo d'agire tipico degli inflessibili esecutori di un ordine che va mantenuto a tutti costi (il platone insomma), io sono favorevole, ma per citare forrest gump “and that's all I have to saiy about that”.
In questo post mi limito ad asserire questo, ma aggiornerò a breve il post sul male politico e sul bene politico, in modo che la discussione possa continuare in una sede più consona.
Per concludere, giacché, il platone e l'aristotile sono stati citati, vorrei far notare che storicamente il platone ha scritto prima dell'aristotele e i filosofi del diritto ritengono sia miglior specchio della mentalità greca rispetto ad aristotele, più astratta, più accomodante, buona per assecondare le mire cosmopolitiche dell'alessandro mango, ma lontana dal sentire comune del tempo.
Tuttavia la teoria politica di aristotele è quella che ha avuto maggiore fortuna nel tempo e ha dominato la riflessione politica fino all'avvento dello stato moderno, fino alla crisi che la cultura occidentale ha conosciuto per effetto delle guerre di religione.
Starbuck: Now, if you were human, you'd be just about ready to start offering up some false information about the location of the nuke. Some tiny thing that might get you a reward and maybe spare you a few minutes of this. But then I keep forgetting, you're not human. You're a machine.
Leoben Conoy: I am more than you could ever imagine. I am God.
Starbuck: [stifles laugh] I'm sorry, you're God? Wow... nice to meet ya. That's good, that's good. We'll give you a couple of minutes for that.
Leoben: It's funny, isn't it? We're all God, Starbuck. All of us. I see the love that binds all living things together.
Starbuck: Love? You don't even know what the word means.
Leoben: I know that God loved you more than all other living creatures and you repaid His divine love with sin, with hate, corruption, evil. So then He decided to create the Cylons.
Starbuck: The gods had nothing to do with it. We created you. Us. It was a stupid, frakked-up decision, and we have paid for it. You slaughtered my entire civilization. That is sin. That is evil. And you are evil.
Leoben: Am I? I see the truths that float past you in the stream.